Nell’ambito del ciclo “Il libro del mese” presenteremo online il volume di Adriano Vinale, Storia della violenza. Esercizi di filologia politica tra Atene e Roma, Bibliopolis 2024. Introdurrà e modererà l’incontro Francesca Russo (Università Suor Orsola Benincasa). A discutere con l’autore saranno Stefania Mazzone (Università di Catania), Giovanni Giorgini (Università di Bologna) e Fausto Pagnotta (Università di Parma).
L’intento principale di questo libro è di provare a vedere attraverso quali passaggi teorico-politici e concettuali si sia arrivati a quell’interdetto della violenza che caratterizza la modernità politica. L’interrogativo di partenza è quindi elementare: perché la violenza è oggetto di una così perentoria rimozione? Da qui, la domanda che propriamente ha fatto da guida alla ricerca: come viene concepita la violenza prima di Hobbes? Per rispondere, è stato innanzitutto necessario segmentare il campo di indagine, concentrando l’attenzione sull’antichità greco-romana. Come concepisce Omero la violenza, che definizione ne danno Eschilo e Sofocle, come la pensano Platone e Aristotele? Nel diritto romano, come viene trattata? E nella leggenda di Remo e Romolo? Come la tematizzano Cicerone e Sallustio? Sebbene il quadro finale sia risultato piuttosto frastagliato, è stato tuttavia possibile individuare alcune linee di continuità, lessicale e concettuale, che attraversano la tradizione occidentale.

